Una “missione simbolica” da 62 milioni di euro

Militari per le vie cittadine? Niente paura, siamo su “Scherzi a parte”. Uno scherzo che costerà agli italiani più di 62 milioni di euro tra il 2008 e il 2009.

 

Nello specifico si tratta di tre plotoni da mille uomini ciascuno, che opereranno in tre diversi campi d’azione: il primo vigilerà i centri per immigrati in sedici province; il secondo presidierà i così detti obbiettivi sensibili a Roma, Milano e Napoli; il terzo gruppo pattuglierà le strade di nove città con compiti di pubblica sicurezza, ma non di polizia giudiziaria, quindi, potranno compiere arresti solo in flagranza di reato.

 

In sintesi, quindi, avremo 3000 soldati distribuiti sul territorio nazionale, con poteri limitati che affiancheranno le forze dell’ordine. Quest’ultime, perciò, dovranno continuare a svolgere il loro solito lavoro inghiottendo in più il rospo dei tagli effettuati dall’attuale governo a loro discapito e in favore del pacchetto, o meglio del “pacco”, sulla sicurezza.

 

Sul quotidiano La Repubblica, del 4 agosto ’08, Nicola Tanzi, segretario del Sindacato autonomo di Polizia dice: “Per il comparto sicurezza e difesa nel decreto legge 112/2008 non c’è niente, e lo diciamo con delusione mista a rabbia, perché questo governo ha vinto le elezioni promettendo maggior sicurezza agli italiani e non inutili operazioni di facciata, come l’impiego dei militari”.

 

Alle sue critiche si aggiungono nello stesso articolo quelle di Claudio Giardullo del Silp-Cgl: “I 62 milioni utilizzati per i soldati sarebbero stati più utilmente impiegati per l’apertura di un commissariato e il potenziamento della stradale”. La Repubblica, 4 agosto 2008, articolo di V. Polchi).

 

Nella pagina che segue interessante, è l’intervista rilasciata dal generale Buscemi, ex sottocapo di Stato maggiore, che guidò dal 1992 al 1998 l’”Operazione Vespri Siciliani”.

 

L’uomo, che fu a capo della più grande operazione di sicurezza svolta dalla difesa italiana nel dopoguerra, ora dice: “ è una missione solo simbolica”.

 

Riportiamo qui parte dell’intervista al generale Buscemi, curata da Vincenzo Nigro per il quotidiano La Repubblica del 4 agosto 2008…

 

Qual è il suo giudizio su questa missione?

 

“I numeri parlano: nel 1992 solo per la sola Sicilia 20.000 uomini, oggi sono 3000. È chiaro che questa volta il sostegno delle forze di polizia sarà minore, sostanzialmente simbolico. Tra l’altro io credo che questi numeri abbiano una spiegazione abbastanza chiara”.

 

Quale sarebbe?

 

“Le forze di polizia hanno lamentato di avere 6000 ruoli in organico da dover ancora ricoprire: 6000 agenti che mancano e che certamente non potranno essere assunti molto presto. Il governo appena insediato ha detto alla polizia va bene, allora per qualche mese vi aiutiamo con gli uomini dell’Esercito, ma nel paese la svolta sulla sicurezza deve esserci”.” Ecco, io credo che il ministro della Difesa La Russa sia stato contento di offrire questo contingente simbolico, in cambio della possibilità di avere anche lui un ruolo in questa operazione”.

 

Lei ritiene che 3000 uomini siano pochi, sostanzialmente un simbolo o poco più?

 

“Certo, sono solo immagine. Ma le dico che paradossalmente forse l’esercito non poteva fare di più: innanzitutto la trasformazione da esercito di leva in esercito professionista sta riducendo progressivamente il numero del personale che potenzialmente potrebbe essere impiegato in operazioni del genere. Ma poi già oggi la condizione dei finanziamenti dell’Esercito è disastrosa. Reggono le missioni all’estero perché ricevono dei fondi supplementari. Ma tutto il resto sta andando indietro, siamo in condizioni davvero penose, e nessuno mi pare sia neppure in grado di accorgersene”.

 

Una “missione simbolica” da 62 milioni di euroultima modifica: 2008-08-05T11:20:16+02:00da xacca_nccs
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